{"version":"1.0","provider_name":"MHONLINE","provider_url":"https:\/\/www.vacanze-pacchetti.com\/viaggi","author_name":"annalisa annalisa","author_url":"https:\/\/www.vacanze-pacchetti.com\/viaggi\/author\/annalisa\/","title":"El Calafate ... miti e leggende! - MHONLINE","type":"rich","width":600,"height":338,"html":"<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"HcP5Um05ND\"><a href=\"https:\/\/www.vacanze-pacchetti.com\/viaggi\/el-calafate-miti-e-leggende\/\">El Calafate &#8230; miti e leggende!<\/a><\/blockquote><iframe sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" src=\"https:\/\/www.vacanze-pacchetti.com\/viaggi\/el-calafate-miti-e-leggende\/embed\/#?secret=HcP5Um05ND\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;El Calafate &#8230; miti e leggende!&#8221; &#8212; MHONLINE\" data-secret=\"HcP5Um05ND\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" class=\"wp-embedded-content\"><\/iframe><script>\n\/*! This file is auto-generated *\/\n!function(d,l){\"use strict\";l.querySelector&&d.addEventListener&&\"undefined\"!=typeof URL&&(d.wp=d.wp||{},d.wp.receiveEmbedMessage||(d.wp.receiveEmbedMessage=function(e){var t=e.data;if((t||t.secret||t.message||t.value)&&!\/[^a-zA-Z0-9]\/.test(t.secret)){for(var s,r,n,a=l.querySelectorAll('iframe[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),o=l.querySelectorAll('blockquote[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),c=new RegExp(\"^https?:$\",\"i\"),i=0;i<o.length;i++)o[i].style.display=\"none\";for(i=0;i<a.length;i++)s=a[i],e.source===s.contentWindow&&(s.removeAttribute(\"style\"),\"height\"===t.message?(1e3<(r=parseInt(t.value,10))?r=1e3:~~r<200&&(r=200),s.height=r):\"link\"===t.message&&(r=new URL(s.getAttribute(\"src\")),n=new URL(t.value),c.test(n.protocol))&&n.host===r.host&&l.activeElement===s&&(d.top.location.href=t.value))}},d.addEventListener(\"message\",d.wp.receiveEmbedMessage,!1),l.addEventListener(\"DOMContentLoaded\",function(){for(var e,t,s=l.querySelectorAll(\"iframe.wp-embedded-content\"),r=0;r<s.length;r++)(t=(e=s[r]).getAttribute(\"data-secret\"))||(t=Math.random().toString(36).substring(2,12),e.src+=\"#?secret=\"+t,e.setAttribute(\"data-secret\",t)),e.contentWindow.postMessage({message:\"ready\",secret:t},\"*\")},!1)))}(window,document);\n\/\/# sourceURL=https:\/\/www.vacanze-pacchetti.com\/viaggi\/wp-includes\/js\/wp-embed.min.js\n<\/script>\n","thumbnail_url":"https:\/\/www.vacanze-pacchetti.com\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Calafate-Patagonia-ARGENTINA.jpg","thumbnail_width":960,"thumbnail_height":640,"description":"Tutti i popoli della terra, hanno le proprie tradizioni, delle storie, delle leggende. Anche in Patagonia si tramandano storie e racconti &#8230; e queste ne sono solo un piccolo assaggio! &nbsp; La storia racconta di una vecchia donna di medicina della trib\u00f9 dei Tehuelches, un popolo indigeno della Patagonia. All&#8217;arrivo dell&#8217;inverno, la trib\u00f9 inizi\u00f2 a migrare verso nord a piedi in cerca di cibo e riparo, dove il freddo non era cos\u00ec intenso e si poteva cacciare. Anche Koonex, la donna medicina, part\u00ec con il suo popolo, ma ben presto si rese conto che la vecchiaia non le avrebbe permesso di seguire tutti gli altri. \u00a0Cap\u00ec che il suo destino era un&#8217;altro. Le altre donne della trib\u00f9 le costruirono una tenda con le pelli di guanaco per ripararsi dal freddo intenso dell&#8217;inverno e raccolsero abbondante legna e cibo. La trib\u00f9 ripart\u00ec intonando un canto d&#8217;addio e Koonex ud\u00ec le loro voci assopirsi piano piano fino a non sentire pi\u00f9 nulla. Un silenzio assordante la circondava e ora si rese conto di essere sola. E cos\u00ec passarono molti soli e molte lune, fino all&#8217;arrivo della primavera. Poi nacquero i germogli, arrivarono le rondini, i pivieri, i felici chingolos, i pappagalli chiacchieroni. La vita era tornata. All&#8217;improvviso, sulle pelli della tenda di Koonex, uno stormo di uccellini si adagi\u00f2 allegramente cantando. E fu cos\u00ec che si ud\u00ec la voce della vecchia guaritrice che, dall&#8217;interno della tenda, li rimprover\u00f2 di averla lasciata sola durante tutto il lungo e rigoroso inverno. Un piccolo uccellino, con sorpresa, rispose: &#8220;Siamo partiti perch\u00e9 in autunno il cibo inizia a scarseggiare. Anche in inverno non abbiamo posto per ripararci&#8221;. &#8220;Vi capisco&#8221;, rispose Koonex, &#8220;quindi, da oggi avrete cibo in autunno e un bel cappotto in inverno, e io non sar\u00f2 pi\u00f9 sola&#8221; e la vecchia si zitt\u00ec. Quando una folata di vento improvvisamente gir\u00f2 le pelli della tenda, invece di Koonex c&#8217;era un bellissimo cespuglio spinoso, con fiori gialli profumati. Quando arriv\u00f2 l&#8217;estate, i delicati fiori diventarono frutti e prima dell&#8217;autunno iniziarono a maturare, assumendo un colore blu-viola con un sapore squisito e con un alto valore nutrizionale. Il nome di questo cespuglio era ed \u00e8 ancora oggi Califate. Da quel giorno alcuni uccelli non emigrarono pi\u00f9 e quelli che erano partiti, dopo aver sentito la notizia, tornarono per provare il nuovo frutto delizioso tanto decantato. Cos\u00ec, anche i Tehuelches, dopo il loro ritorno, lo provarono, facendolo loro per sempre. Sparsero i semi in tutta la regione e, da quel momento in poi la leggenda \u00e8 stata tramandata fino ad oggi con il detto &#8220;chi mangia Calafate, ritorna sempre&#8221; &nbsp; Calafate era una giovane donna, molto bella dagli occhi dorati e devota al volere del padre. Ma le cose cambiarono quando al villaggio arriv\u00f2 un giovane di origine Selknam per affrontare un rituale noto come Hain che lo avrebbe ammesso alla cerchia degli uomini. I due giovani si conobbero e ben presto si innamorarono. Ma la loro unione dur\u00f2 ben poco perch\u00e8 il capo della trib\u00f9 e il padre di Calafate non avrebbero mai permesso la loro unione, dato che il clan dei Tehuelches non contemplava un&#8217;unione con i Selknam. I due innamorati progettarono cos\u00ec di fuggire una volta terminato il rituale del giovane. Il ragazzo Selknam inizi\u00f2 il rituale e a quel punto il padre di Calafate non poteva fare pi\u00f9 nulla perch\u00e8 era proibito, secondo le tradizioni Tehuelches, interrompere una cerimonia sacra. L&#8217;unica cosa che poteva fare per far cessare il loro amore, era quello di chiedere aiuto allo sciamano della trib\u00f9. E lo sciamano lo aiut\u00f2, trasformando la dolce Calafate in una pianta spinosa con fiori dorati come i suoi occhi, mai visti prima in quelle terre. Il giovane dei Selknam, una volta terminato il rito, cerc\u00f2 la sua amata Calafate ma invano. Per mesi e mesi vag\u00f2 inutilmente per le steppe con il cuore spezzato, cercando il suo grande amore. Solo allora si dice che gli spiriti ebbero piet\u00e0 di lui e cos\u00ec lo trasformarono in un piccolo e veloce uccellino per poter farlo viaggiare pi\u00f9 veloce attraverso le grandi aree delle steppe della Patagonia. E cos\u00ec passarono molti inverni e primavere, fino a quando, un giorno di fine estate, il piccolo uccellino si pos\u00f2 su un cespuglio che non aveva mai visto. Incuriosito da quei frutti di colo blu-viola ne assaggi\u00f2 qualche bacca e immediatamente si rese conto di aver finalmente ritrovato il suo grande amore perch\u00e8 il sapore di quei frutti erano dolci come il cuore di Calafate Da qui la storia dei due innamorati si tramand\u00f2 di generazione in generazione, tanto che si dice che l&#8217;incantesimo sia rimasto nei frutti del tipico arbusto della Patagonia meridionale e chiunque li mangia anche solo per una volta, torner\u00e0 nel luogo in cui li ha assaggiati. Ecco perch\u00e8 la leggenda dice &#8220;chi mangia Calafate, ritorna sempre&#8221; &nbsp;"}