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Le altre donne della trib&#xF9; le costruirono una tenda con le pelli di guanaco per ripararsi dal freddo intenso dell&#x2019;inverno e raccolsero abbondante legna e cibo. La trib&#xF9; ripart&#xEC; intonando un canto d&#x2019;addio e Koonex ud&#xEC; le loro voci assopirsi piano piano fino a non sentire pi&#xF9; nulla. Un silenzio assordante la circondava e ora si rese conto di essere sola. E cos&#xEC; passarono molti soli e molte lune, fino all&#x2019;arrivo della primavera. Poi nacquero i germogli, arrivarono le rondini, i pivieri, i felici chingolos, i pappagalli chiacchieroni. La vita era tornata. All&#x2019;improvviso, sulle pelli della tenda di Koonex, uno stormo di uccellini si adagi&#xF2; allegramente cantando. E fu cos&#xEC; che si ud&#xEC; la voce della vecchia guaritrice che, dall&#x2019;interno della tenda, li rimprover&#xF2; di averla lasciata sola durante tutto il lungo e rigoroso inverno. Un piccolo uccellino, con sorpresa, rispose: &#x201C;Siamo partiti perch&#xE9; in autunno il cibo inizia a scarseggiare. Anche in inverno non abbiamo posto per ripararci&#x201D;. &#x201C;Vi capisco&#x201D;, rispose Koonex, &#x201C;quindi, da oggi avrete cibo in autunno e un bel cappotto in inverno, e io non sar&#xF2; pi&#xF9; sola&#x201D; e la vecchia si zitt&#xEC;. Quando una folata di vento improvvisamente gir&#xF2; le pelli della tenda, invece di Koonex c&#x2019;era un bellissimo cespuglio spinoso, con fiori gialli profumati. Quando arriv&#xF2; l&#x2019;estate, i delicati fiori diventarono frutti e prima dell&#x2019;autunno iniziarono a maturare, assumendo un colore blu-viola con un sapore squisito e con un alto valore nutrizionale. Il nome di questo cespuglio era ed &#xE8; ancora oggi Califate. Da quel giorno alcuni uccelli non emigrarono pi&#xF9; e quelli che erano partiti, dopo aver sentito la notizia, tornarono per provare il nuovo frutto delizioso tanto decantato. Cos&#xEC;, anche i Tehuelches, dopo il loro ritorno, lo provarono, facendolo loro per sempre. Sparsero i semi in tutta la regione e, da quel momento in poi la leggenda &#xE8; stata tramandata fino ad oggi con il detto &#x201C;chi mangia Calafate, ritorna sempre&#x201D; &nbsp; Calafate era una giovane donna, molto bella dagli occhi dorati e devota al volere del padre. Ma le cose cambiarono quando al villaggio arriv&#xF2; un giovane di origine Selknam per affrontare un rituale noto come Hain che lo avrebbe ammesso alla cerchia degli uomini. I due giovani si conobbero e ben presto si innamorarono. Ma la loro unione dur&#xF2; ben poco perch&#xE8; il capo della trib&#xF9; e il padre di Calafate non avrebbero mai permesso la loro unione, dato che il clan dei Tehuelches non contemplava un&#x2019;unione con i Selknam. I due innamorati progettarono cos&#xEC; di fuggire una volta terminato il rituale del giovane. Il ragazzo Selknam inizi&#xF2; il rituale e a quel punto il padre di Calafate non poteva fare pi&#xF9; nulla perch&#xE8; era proibito, secondo le tradizioni Tehuelches, interrompere una cerimonia sacra. L&#x2019;unica cosa che poteva fare per far cessare il loro amore, era quello di chiedere aiuto allo sciamano della trib&#xF9;. E lo sciamano lo aiut&#xF2;, trasformando la dolce Calafate in una pianta spinosa con fiori dorati come i suoi occhi, mai visti prima in quelle terre. Il giovane dei Selknam, una volta terminato il rito, cerc&#xF2; la sua amata Calafate ma invano. Per mesi e mesi vag&#xF2; inutilmente per le steppe con il cuore spezzato, cercando il suo grande amore. Solo allora si dice che gli spiriti ebbero piet&#xE0; di lui e cos&#xEC; lo trasformarono in un piccolo e veloce uccellino per poter farlo viaggiare pi&#xF9; veloce attraverso le grandi aree delle steppe della Patagonia. E cos&#xEC; passarono molti inverni e primavere, fino a quando, un giorno di fine estate, il piccolo uccellino si pos&#xF2; su un cespuglio che non aveva mai visto. Incuriosito da quei frutti di colo blu-viola ne assaggi&#xF2; qualche bacca e immediatamente si rese conto di aver finalmente ritrovato il suo grande amore perch&#xE8; il sapore di quei frutti erano dolci come il cuore di Calafate Da qui la storia dei due innamorati si tramand&#xF2; di generazione in generazione, tanto che si dice che l&#x2019;incantesimo sia rimasto nei frutti del tipico arbusto della Patagonia meridionale e chiunque li mangia anche solo per una volta, torner&#xE0; nel luogo in cui li ha assaggiati. Ecco perch&#xE8; la leggenda dice &#x201C;chi mangia Calafate, ritorna sempre&#x201D; &nbsp;</description></oembed>
